Ad ogni curva una visuale nuova!

 

 

 

 

 

 

 

“E, alla fine: all’afflizione del mondo non si dovrebbe offrire,
di quando in quando, un piccolo riparo?
La vita è magnifica, e alla fine di ogni giorno io ne faccio l’elogio,
mentre so che figli di madri vengono assassinati nei campi di concentramento.
E il dolore che ne viene dobbiamo saperlo sostenere,
possiamo lasciare che ci schiacci, ma dovremo tornare a rimetterci in piedi.
A questo dolore bisogna garantire in se stessi tutto lo spazio e la dimora che gli è dovuta,
e in questo modo può darsi che il dolore nel mondo diminuisca,
se ognuno sopporta, con lealtà e serietà, completamente,
ciò che gli viene inflitto.
Ma se al dolore non si offre la giusta dimora,
se si offre uno spazio maggiore all’odio e ai pensieri di vendetta,
da cui ancora nuovo dolore nascerà per altri,
il dolore in questo mondo non avrà mai fine, ma potrà soltanto moltiplicarsi.
Quando avrai riconosciuto al dolore il luogo e lo spazio che gli è dovuto,
in forza delle sue origini nobili, allora potrai dire:
la vita è così bella e ricca.
Lo è così tanto, che potresti confidare in Dio!
La vita è così originale,
così sorprendente,
così inesauribilmente sfumata.
A ogni curva del cammino, all’improvviso,
si apre una vista del tutto diversa.
Su questa vita, la maggioranza delle gente
ha in testa idee formate sui clichè,
ma nell’intimo ci si deve liberare di tutto,
di ogni comprensione preesistente,
di ogni slogan, di ogni legame,
se deve avere la forza di lasciare andare tutto,
ogni norma e ogni punto di appoggio convenzionale.
Si deve osare il rischio del grande balzo nel cosmo
e allora, allora la vita
è così infinitamente ricca e traboccante,
persino nelle sue sofferenze più profonde.”

(tratto da “Il Diario” di Etty Hillesum)