Allora non sono ancora arrivato…

Quand’anche avessi percorso tutti i sentieri,
superato montagne e valli da est o ovest,
se non ho scoperto la libertà di essere me stesso,
allora non sono ancora arrivato.

Quand’anche avessi condiviso tutti i miei beni
con persone di altre lingue e culture;
quand’anche avessi per amici dei pellegrini
dell’altra parte del mondo
e dormito negli stessi alloggi dei santi e dei principi,
se, domani, non sono capace di perdonare
al mio vicino,
allora non sono ancora arrivato.

Quand’anche avessi portato il mio sacco dal primo all’ultimo giorno
e sostenuto i pellegrini a corto di forze,
o ceduto il mio letto a qualcuno arrivato dopo di me,
donato la mia borraccia senza alcuna contropartita,
se, di ritorno a casa e al lavoro non sono capace
di seminare attorno a me
la fratellanza, la felicità, l’unità e la pace,
allora non sono ancora arrivato.

Quand’anche avessi mangiato e bevuto a sazietà,
a disposizione tutte le sere un tetto e una doccia,
ricevuto delle cure per le mie ferite,
se non ho visto in tutto questo l’amore di Dio,
allora non sono ancora arrivato.

Quand’anche avessi visitato tutti i monumenti
e ammirato i più bei tramonti,
imparato a dire buongiorno in tutte le lingue,
gustato l’acqua di tutte le fontane,
se non ho indovinato chi è Colui che,
senza nulla attendere in cambio,
mi offre tanta bellezza e tanta pace,
allora non sono ancora arrivato.

Se adesso smetto di camminare sulla tua strada,
di proseguire la mia ricerca e di vivere
in coerenza con ciò che ho imparato;
se, d’ora in avanti,
non vedo in ogni persona, amico o nemico,
un compagno di strada;
se, ancora oggi, il Dio di Gesù di Nazareth
non è per me il solo Dio della mia vita,
allora non sono ancora arrivato.”

(il testo di questa preghiera è stato ritrovato affisso nella chiesetta romanica di S. Maria La Real
che si trova a O Cebreiro, sul Cammino di Santiago di Compostela)