Celebriamo il nostro incontro con Gesù

 

Quaranta giorni dopo la Natività, la Chiesa celebra la festa della Presentazione al Tempio di Gesù.
È il momento in cui si conclude il tempo natalizio, rivelando e ricapitolando il pieno significato del Natale in una sequenza di gioia pura e profonda.
La festa commemora e contempla il momento in cui Giuseppe e Maria portano Gesù a Gerusalemme per presentarlo al Signore, come prescriveva la legge di Mosè.
Qui incontrano Simeone, uomo giusto e pio, che riconosce nel bambino il salvatore di Israele ed esclama: “Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele”.
Davanti al nostro sguardo c’è un fatto semplice, umile e grande: Gesù è portato da Maria e Giuseppe al tempio di Gerusalemme.
E’ un bambino come tanti, come tutti, ma è unico: è l’Unigenito venuto per tutti.
Questo Bambino ci ha portato la misericordia e la tenerezza di Dio: Gesù è il volto della Misericordia del Padre.
Gesù entrando nel tempio và incontro al suo popolo e questa festa, nell’oriente cristiano, viene chiamata, appunto, “festa dell’incontro”: è l’incontro tra il Dio bambino, che porta novità, e l’umanità in attesa, rappresentata dagli anziani nel tempio.
Gesù viene incontro a noi e noi andiamo incontro a Lui.
Dalla festa di oggi impariamo a vivere la gratitudine per l’incontro con Gesù, anche noi, come Maria e come Simeone, vogliamo prendere in braccio Gesù perché si Egli incontri con la nostra vita.