Due incontri speciali

Sabato 9 Marzo noi ragazzi del gruppo giovanissimi della parrocchia di Sant’Antonio, abbiamo avuto la possibilità di fare un’uscita ad Orvieto, per concludere il breve percorso sulla fede che avevamo iniziato due settimane prima.
Nel corso della giornata, come prima cosa, abbiamo fatto una breve visita al Duomo, luogo in cui è conservato il corporale del miracolo di Bolsena.
Poi siamo andati a trovare le suore clarisse in un monastero di clausura.
Entrando, il primo impatto è stato molto forte per tutti noi in quanto non sapevamo cosa volesse dire realmente la clausura e vedere le due suore parlarci da dietro una grata ci ha dato l’impressione che fossero in una prigione.
Durante l’incontro le suore ci hanno parlato della loro esperienza di fede.
Entrambe avevano avuto tutto ciò che volevano dalla vita: il lavoro che desideravano, il fidanzato…. ma dentro di loro sentivano una mancanza, non erano pienamente felici.
Poi, un giorno, sono entrate in quel monastero ed hanno sentito dentro di loro una chiamata, si sono sentite a casa e hanno deciso di restare li e dedicare la loro vita al Signore. La visita alle clarisse è stata un’esperienza molto forte perché si, loro stavano dietro una grata, ma la bellezza sui loro volti testimoniava una libertà e felicità grande.
Dopo questa visita tanto forte quanto bella siamo andati a far visita ad una casa famiglia. Anche in questo caso, la coppia che ha deciso di intraprendere questo percorso, ci ha parlato dei motivi di questa scelta e della loro esperienza e incontro con Gesù.
Erano una coppia come tutte: si sono conosciuti all’università e hanno deciso di sposarsi.
Nonostante ciò, anche loro non erano pienamente felici, e, per salvare il loro matrimonio, hanno iniziato a frequentare diversi gruppi parrocchiali.
Lì hanno conosciuto l’associazione Papa Giovanni XXIII ed hanno poi deciso di diventare una casa famiglia. Ora in casa hanno i loro tre figli più una bambina che, dopo anni che stava con loro, hanno deciso di adottare, e un bambino di due anni che sta con loro dalla nascita. Ma di persone ne hanno viste venire ed andarsene parecchie e le hanno sempre accolte a braccia aperte nella loro famiglia. Ci hanno anche detto che dopo aver fatto questa scelta hanno trovato la loro pienezza di vita e che, anche se a volte è dura, non tornerebbero mai indietro.
La giornata si è conclusa cenando tutti insieme.
Da questa giornata e questi due incontri molto forti noi ragazzi abbiamo capito cosa significa veramente fede.
Non si tratta di una filosofia di vita, ma di un incontro con Dio, il quale è una persona viva, che ci vuole conoscere.
Sta però a noi dirgli di si e lasciarlo entrare nella nostra vita.

Emma Guarino

Qui il video intervista a una clarissa di Trevi