E la nostra vita si accende…

“…Passiamo la vita a cercare di rompere il cerchio chiuso dell’esistenza, a liberare noi stessi dalla scatola del mondo e dei giorni, in esperienze che proiettino il nostro io fuori dalle faticose e inesorabili leggi naturali.
Ci proviamo a contatto con la natura nelle sue forme più selvagge e sublimi: il deserto, le vette, le foreste, il mare;
ci proviamo con i viaggi dell’immaginazione nelle vite di altri, contenute in libri, film, serie;
ci proviamo con la proiezione di noi stessi in mondi artificiali, generati da effetti digitali o da sostanze psicotrope;
ci proviamo con le estasi dell’amore, del piacere, del potere…
Ma ritorniamo sempre faccia a faccia con noi stessi e col nostro limite.
Eppure la sete di libertà e l’aspirazione altrove e all’oltre operano, al centro di noi stessi, con attrazione infinita.
E la nostra vita si accende, diventa vigile e incandescente proprio quando rispondiamo a quest’attrazione.
Tutta la tradizione culturale che va dalla Grecia all’umanesimo sostiene che l’uomo è l’universo in miniatura, ne ha tutte le componenti: minerale, vegetale, animale, spirituale, ma non si risolve in nessuna di esse.
Sta al suo dono più grande e misterioso, la libertà, scegliere se realizzare la sinfonia di questi elementi o se distruggerla.
Ma al centro del microcosmo umano c’è un abisso aperto.
Qui l’uomo si sporge sul fondamento di se stesso, dialoga con la sua origine e con la sua fine, i cui estremi si toccano.
Qui l’uomo cerca la salvezza di un io finito, che non riesce a uscire da se stesso con le proprie forze.
Qui l’uomo avverte la sua trascendenza ma non sa come realizzarla, perché non può, se non nelle forme creative del desiderio.
Guardate da quell’abisso il vostro orizzonte degli eventi:
chi e dove eravate? chi e dove sarete?
Queste domande non sono una fuga dal quotidiano né un esercizio di fantasia, ma l’accensione di una vita presa sul serio.
Infatti più vi sporgerete sulla vertigine del buio che vi circonda, più si mostrerà la luce che porta il vostro nome e che si è data e si darà solo una volta in tutta la storia umana.”

(tratto da “Letti da rifare” di A. D’Avenia)