E tu cosa attendi?

 

 

Con questa prima domenica di dicembre comincia un nuovo anno liturgico: un nuovo ciclo dell’esperienza cristiana.
Attraverso cinquantadue settimane ci sarà riproposto un cammino insieme al Signore Gesù, la Vergine Maria e i Santi e questo cammino si apre con l’Avvento.
La parola Avvento etimologicamente indica l’attesa, la venuta.
Tutti attendiamo qualcosa o qualcuno, la qualità delle nostre attese e delle nostre speranze è determinata dall’oggetto: chi attendiamo? Che cosa ci aspettiamo?
Tu chi o cosa attendi?
Aspetti con ansia il ritorno della persona amata?
Sei un innamorato o un’innamorata, che non riesce a vivere felice senza la vicinanza di lui o di lei.
Aspetti un posto di lavoro?
Aspetti una vacanza allegra e spensierata per il prossimo Natale?
Potresti essere semplicemente un lavoratore o una lavoratrice stanca, in cerca di un meritato riposo che non riesce a godere da qualche tempo, o forse una persona scontenta e frustrata della propria vita.
Cosa ti aspetti dal futuro: una promozione nella carriera?
E poi, la pensione?
E poi, una vecchiaia lunga e serena?
E poi…?
La Chiesa ha un respiro più ampio e ci invita ad alzare lo sguardo oltre il quotidiano, ad interrogarci su quali sono le nostre attese.
Un evento accaduto tantissimo tempo fa, per noi oggi, cosa rappresenta concretamente?
Celebrando il Natale non ricordiamo soltanto un evento del passato, perchè questo continua ad incidere sul nostro presente e ci apre ad un futuro ancora più luminoso.
Colui che noi crediamo essere venuto ritornerà ancora.
Il nostro attendere non è un qualcosa di nostalgico, di passivo, ma è un’attesa viva, solerte, attiva.
L’Avvento ci stimola a riscoprire la certezza della presenza di Gesù nella nostra vita,
ci aiuta a vedere il mondo con occhi diversi;
a considerare tutta la nostra esistenza non come una “lotta” dove siamo soli,
ma come una quotidianità in cui abbiamo accanto qualcuno che ci ama a prescindere da chi siamo o cosa facciamo o come ci comportiamo.
L’Avvento ci ricorda che, concretamente accanto a noi c’è qualcuno di cui possiamo fidarci ciecamente!
Attendiamo, perciò, qualcuno dal quale siamo già amati!
In queste 4 settimane che ci separano dal Natale ri-impariamo ad amarlo, a ri-conoscerlo, a ri-scoprirlo!