Ecco manifestata la tenerezza di Dio

“Dio non è uno che ti manda le disgrazie. Non è un padrone che ti castra e ti impedisce di volare. Non è un despota che ti fa stare buono e zitto sennò ti castiga e allora lavora. Non è uno che brandisce la Legge e aspetta di lapidarti.
Ci vuole il deserto e la verità, la fame di senso e la Parola per riuscire ad arrendersi all’evidenza di Dio.
Un Dio che lascia crescere i suoi figli, che ha fatto bene ogni cosa: un Dio che, come un Padre, scruta l’orizzonte e accoglie con dignità il figlio che lo voleva morto, ed esce a spiegare le sue ragioni all’altro figlio offeso;
un Dio che, unico giusto, potrebbe condannarmi e non lo fa, chiedendomi di uscire dalla mediocrità del peccato, falsa libertà.
Siamo alla fine del deserto, amici: ora vediamo all’orizzonte il Golgota.
Il promontorio da cui si innalza la tenerezza infinita di Dio.
Inizia la grande settimana, la più grande, la più importante, la più profonda. La settimana piena di stupore e di sangue, di amore e di emozioni. Inizia la settimana Santa.
Gesù entra a Gerusalemme trionfalmente.
Che potere manifesta Gesú!
Che potere è servire. Che potere è amare rendendo liberi.
Una cosa è predicare e guarire, altro morire, nudi, appesi alla croce.
Accetta di morire il Nazareno, perché nessuno possa dire che ciò che egli annuncia è fantasia o delirio.
Accetta quell’ultima prova, voluta dagli uomini, non certo dal Padre, per manifestare definitivamente il vero volto del Padre, un Padre/Madre colmo di misericordia.
Un Dio in cui egli crede al punto di preferire la morte al suo rifiuto.
Dopo, tutto diventa miracolo.
È piena di inattesa dolcezza la morte di Dio.
Così sei amato, fratello, così sei accolta, sorella.
Meditando la passione restiamo anche noi allibiti, costernati. Assistiamo allo spettacolo della morte di Dio, del dono totale di sé.
Ecco Dio: pende dalla croce, morto per amore.
Dio muore d’amore.
Libero. Liberante.
Muore senza farlo pesare. Muore leggero. Trasfigurato, infine.
Non per suscitare sensi di colpa (orribile tradimento dell’annuncio), ma per smuovere il mare di ghiaccio che abita in noi.
Siateci, fratelli, fate come dice Luca: assistiamo allo spettacolo della morte di un Dio che muore. Spettacolo che scava le coscienze, che spalanca i cuori, che mozza il fiato.
Quando accogliamo il dolore e lo affidiamo, quando siamo resi capaci di perdonare e donarci, anche la nostra vita produce inattesi miracoli, prodigi e conversioni, senza che neppure ce ne accorgiamo.”
Buona settimana Santa!