“Eccomi”, voglio fidarmi…

Insegnaci, Maria, a credere, a sperare e ad amare con Te;
indicaci la via che conduce alla pace, la via verso il regno di Gesù.
Tu, Stella della speranza, che trepidante ci attendi
nella luce intramontabile dell’eterna Patria,
brilla su di noi e guidaci nelle vicende di ogni giorno,
adesso e nell’ora della nostra morte. Amen!” (Benedetto XVI)
Questa seconda domenica di Avvento coincide, quest’anno, con la festa dell’ Immacolata Concezione di Maria.
La storia della salvezza nasce da questa semplice parola pronunciata da Maria di fronte all’”enormità” dell’annuncio dell’angelo.
Questa giovane fanciulla, certamente turbata, si fida immediatamente di quanto le viene rappresentato, pur comprendendo, anche se confusamente e fin da subito, il carico di gioia e di dolore che la scelta di Dio avrebbe comportato per la sua vita.
A differenza di quanto noi siamo abituati a fare in ogni frangente importante, Maria non fa alcun calcolo sul futuro, ma vive pienamente il “qui ed ora” dell’oggi mettendosi completamente a disposizione del Signore.
Eppure dall’apice di questa vertigine carica di paura e di adrenalina, Maria dice “Eccomi”.
Sono qui. Adesso.
Cosa rappresenta per noi questa festa?
Cosa può significare per la nostra vita di ogni giorno?
Maria, oggi, ci insegna uno dei vocaboli più importanti anche per noi, “Eccomi”!
È l’affermazione di chi dichiara di esistere non nel ricordo di ciò che è passato, né nei progetti di ciò che dovrà accadere domani, ma qui ed ora, in questo istante.
Che Maria ci doni di imparare a pronunciare il nostro “Eccomi” ogni mattina.
Di fronte a tutte le circostanze.
“Nell’ora della gioia, come in quella del dolore: Eccomi.
Sono qui, voglio affrontare, mi voglio fidare.
Non capisco tutto, ma metto ciò che posso, cioè metto ciò che sono ora.” (don L.M. Epicoco)
Buona festa a tutti!