Esercizi quotidiani di meraviglia

Tutto ciò che ci rende umani comincia dalla meraviglia.
Non c’è scienziato, artista, filosofo che abbia scoperto qualcosa di eterno senza aver cominciato da lì.
Aristotele apre la sua Metafisica dicendo che dalla meraviglia nasce la filosofia, che per lui comprende le scienze naturali come l’indagine sul fondamento delle cose.
Secoli dopo Einstein ribadiva che il senso della meraviglia è la culla della vera arte e della vera scienza, l’attitudine necessaria per una vita ricca di senso,
perché la meraviglia è il sentimento che chiama a cercare il senso della vita.
Le foglie autunnali, il gesto atletico dello sportivo, le stelle cadenti, i trucchi del mago di strada…seducono e portano a chiedersi: come ha fatto? Come accade?
Spesso le nostre vite si spengono per la prolungata assenza di questi rapimenti:
affaticati dalla routine, dai problemi da risolvere, dalle brutture vomitate dai media, perdiamo d’occhio la bellezza e quindi la speranza…
Se la tristezza morde troppo è perché ho perso il senso della realtà, cioè della meraviglia.
E la “cura” sarà “prendersi cura” di qualcosa che ridesti lo stupore e la ricerca.
Di chi e che cosa ci prendiamo cura?
Che sia una persona, ma anche una pianta, un animale, un posto, una canzone, un libro…
ci servono esercizi quotidiani di meraviglia, situazioni in cui la vita ci stupisce e la sua bellezza non può essere consumata, comprata, distrutta,
ma solo ricevuta, amata, indagata e cantata.
La meraviglia spinge a cercare il fondamento delle cose e il fondamento delle cose appaga il bisogno di senso, perché vince l’incessante scorrere del tempo…
Pensate che mondo sarebbe se ognuno si prendesse cura di qualcosa di bello per poi regalarlo agli altri…

(tratto da “Ultimo banco” del 4 novembre 2019, di A. D’Avenia)