Fammi ridere, Signore

“Non so perché,Signore, pregandoti stamattina,
improvvisamente mi sono reso conto che non ti avevo mai immaginato…..ridere!
Ridere di una vera risata sonora, contagiosa!
I tuoi evangelisti ti presentano pacato,
ogni tanto qualche sorriso discreto,
qualche volta in lacrime,
ma soprattutto serio e grave….
Non hanno ritenuto di dirci che un giorno,
in qualche circostanza,
ti sei fatto una bella risata.
Eppure sono sicuro che ridevi…..
e ridevi di cuore!
Ridevi fanciullo a Nazareth,
quando giocavi con i tuoi compagni,
ridevi adolescente, con i tuoi cugini,
ridevi con i tuoi discepoli e alle nozze di Cana.
Signore, anche se faccio fatica a crederla,
la notizia che mi riempie la mente e il cuore
è che tu ci ami sopra ogni cosa,
e che questo amore mette radici dentro di noi.
Pensare a te così vicino a noi,
così simile a noi nella tua umanità,
mi rende felice!
Talmente felice, che mi meraviglia non esserlo sempre!
Mi dispiace vederci così seri quando parliamo di te,
o vederci con un’ aria triste quando ti preghiamo!
Scusa l’impertinenza, ma ti chiedo,
come un bambino piccolo sulle ginocchia del fratello maggiore:
“fammi ridere!”
Signore, fammi ridere!
E la mia risata, non sguaiata o senza senso,
ma risata di incontenibile gioia,
sia contagiosa per chi mi sta accanto!”

(Michel Quoist)