Perché adorazione della croce?

Oggi, venerdì Santo, ascolteremo il racconto della Passione di Gesù.
Notizie di morti violente non mancano quasi mai nei notiziari serali, a volte al punto che le diamo quasi “per scontate”. Perché, allora, dopo 2000 anni, il mondo ricorda ancora, come fosse avvenuta ieri, la morte di Cristo?
Perché questa morte, questa croce ha cambiato per sempre il volto della morte; ha dato un senso nuovo alla morte di ogni essere umano.
Durante questa liturgia facciamo memoria di cosa significa concretamente per la nostra vita il fatto che Gesù sia morto in croce.
Oltre all’ascolto della Passione viviamo un momento di adorazione della croce stessa.
Perché questa adorazione? Qual è il senso?
Umanamente parlando è una cosa fuori da ogni logica.
Come si può adorare quello che, di fatto, è un fallimento?
“Che cosa vuol dire allora adorare Dio? Significa imparare a stare con Lui, a fermarci a dialogare con Lui, sentendo che la sua presenza è la più vera, la più buona, la più importante di tutte.
Ognuno di noi, nella propria vita, in modo consapevole e forse a volte senza rendersene conto, ha un ben preciso ordine delle cose ritenute più o meno importanti.
Adorare il Signore vuol dire dare a Lui il posto che deve avere; adorare il Signore vuol dire affermare, credere, non però semplicemente a parole, che Lui solo guida veramente la nostra vita; adorare il Signore vuol dire che siamo convinti davanti a Lui che è il solo Dio, il Dio della nostra vita, il Dio della nostra storia.” (papa Francesco)
Adoriamo la croce perché questa è la stazione di arrivo dell’infinito amore di Dio per gli uomini.
Per noi è morto.
Senza la Croce il genere umano è perduto, con la Croce possiamo essere salvati.
E’ per noi “bilancia” di misericordia e di speranza.
«Ti saluto o Croce, unica speranza, su cui fu appesa la salute del mondo. Da te dipende la nostra salvezza» (cfr Inno Vexilla Regis).