Santa Rita

Oggi festeggiamo Santa Rita da Cascia.
Nacque a Rocca Porena nel 1363. Da sempre manifestò il desiderio di consacrare la sua vita a Dio, ma i genitori vollero che si sposasse. Lo sposo era burbero e collerico, ma Rita, armata di pazienza, seppe sopportare tutto, ricambiando bene per male. Quando il marito venne assassinato lei, non solo non cercò mai vendetta, ma instillò nel cuore dei figli il sentimento del perdono. Vedendo, però, che crescevano animati dal desiderio della vendetta chiede a Dio di proteggerli da quest’ultima, anche se ciò avesse significato vederli morire prima di lei.
Quando anche i figli morirono chiese di essere ammessa nel monastero delle Agostiniane.
Divenne qui lo specchio di ogni virtù, fu obbediente e umile in tutto.
Quando la superiora le ordinò, un giorno, di innaffiare un legno secco, lei obbedì senza esitazione.
Fu sempre innamorata del crocifisso, le sue meditazioni riguardavano la passione di Gesù.
Un giorno, mentre pregava con più intenso fervore e supplicava Gesù ad associarla alla sua passione, un raggio di luce partì dal Crocifisso, si rifletté sul capo di Rita, poi una spina si staccò dal capo di Gesù e venne a trafiggere la sua fronte; vi produsse una profonda ferita seguita da un’insanabile piaga, che rimase fino alla morte; piaga che oltre ad acuti dolori esalava un grande fetore, per cui lei, per non infastidire le sorelle, amava restare solitaria e conversare con Dio.
Gesù le concesse, come lei chiedeva, di patire a sua imitazione.
L’ultima sua malattia durò quattro anni: anni di acuto e lento martirio, che fornirono la misura della sua eroica pazienza e insaziabile amore verso Gesù.
Gesù, con un miracolo, mostrò quanto gli fosse caro il suo patire.
Era un rigidissimo inverno; il gelo e la neve erano abbondanti.
Rita pregò una donna di Rocca Porena che andasse al suo antico orto e le portasse ciò che vi era di maturo e di fiorito. La signora pensava che scherzasse, ma quando passò di là, vide due freschi fichi ed una bella ed profumata rosa.
Quando si avvicinò la sua ora s. Rita udì Gesù e Maria che la invitavano alla casa del Padre, alla quale salì il 22 maggio del 1439.
La venerazione per questa piccola suora di Cascia non accenna a diminuire, anzi s’intensifica con il tempo, accompagnata da guarigioni, conversioni, profumi.
La forza di S. Rita sta nella capacità di parlare ad ogni cuore, di partecipare a tutti i nostri problemi.
Per quanto qualcuno possa sentirsi infelice o demoralizzato se si rivolge a lei con fiducia può veder trasformate le proprie preghiere in suppliche gradite a Dio.
La sua intercessione è così potente che viene chiamata la “Santa dei casi impossibili, avvocata dei casi disperati”.
Può diventare per noi esempio per l’accettazione della sofferenza senza compromessi, per la capacità di perdonare di cuore.
Fissiamo, come lei, i nostri occhi a Dio “affinché tra le cose mutabili del mondo i nostri cuori siano fissi là dove c’è la vera gioia“.
Buona festa a tutti!