Transito di San Francesco

 

Celebriamo oggi la memoria del transito di San Francesco.
La “Leggenda maggiore” ripercorre gli ultimi momenti della vita del minore, prima di salire alla casa del Padre.
“Francesco chiese che lo portassero a Santa Maria della Porziuncola,
per rendere a Dio lo spirito della vita, là dove aveva ricevuto lo spirito della grazia.
Quando vi fu condotto si prostrò tutto nudo sulla nuda terra in quell’ora estrema
nella quale il nemico poteva ancora scatenare la sua ira.
Così disteso sulla terra sollevò la faccia al cielo
mentre con la mano sinistra copriva la ferita del fianco destro, che non si vedesse.
E disse ai frati: «Io ho fatto la mia parte; la vostra, Cristo ve la insegni».
Voleva essere conforme in tutto a Cristo Crocifisso che, povero e sofferente,
era rimasto appeso nudo sulla croce.
Volle uscire nudo dal mondo e ai frati che gli stavano intorno ingiunse per obbedienza e carità
che, dopo morto, lo lasciassero nudo là sulla terra
per il tratto di tempo necessario a percorrere comodamente un miglio.
Finalmente, avvicinandosi il momento del suo transito,
fece chiamare intorno a sé tutti i frati del luogo e,
consolandoli della sua morte con espressioni carezzevoli
li esortò con paterno affetto all’amore di Dio.
Si diffuse a parlare sulla necessita di conservare la pazienza, la povertà, la fedeltà alla santa Chiesa romana,
ma ponendo sopra tutte le altre norme il santo Vangelo.
Mentre tutti i frati stavano intorno a lui, stese sopra di loro le mani,
intrecciando le braccia in forma di croce (giacché aveva sempre amato questo segno)
e benedisse tutti i frati, presenti e assenti, nella potenza e nel nome del Crocifisso.
Inoltre aggiunse ancora:
«State saldi, o figli tutti, nel timore del Signore e perseverate sempre in esso!
E, poiché sta per venire la tentazione e la tribolazione, beati coloro che persevereranno nel cammino iniziato!
Quanto a me, mi affretto verso Dio e vi affido tutti alla Sua grazia!».
Quando, infine, si furono compiuti in lui tutti i misteri,
quell’anima santissima, sciolta dal corpo,
fu sommersa nell’abisso della chiarità divina e l’uomo beato s’addormentò nel Signore.”
Era il 3 ottobre 1226.