Una sana inquietudine…

 

Oggi la Chiesa ci propone la memoria di Sant’Agostino, un santo forse poco conosciuto perchè, forse, percepito “troppo alto” per noi.
In realtà anche lui può parlare alla nostra vita.
“Ci hai fatti per Te e inquieto è il nostro cuore finché non riposa in te” (Le Confessioni, I,1,1).
Con queste parole sant’Agostino si rivolge a Dio nelle Confessioni, e in queste parole c’è la sintesi di tutta la sua vita.
Agostino vive un’esperienza abbastanza comune al giorno d’oggi: abbastanza comune tra i giovani d’oggi.
Viene educato dalla mamma Monica nella fede cristiana, anche se non riceve il Battesimo, ma crescendo se ne allontana, non trova in essa la risposta alle sue domande, ai desideri del suo cuore, e viene attirato da altre proposte.
Si dedica con impegno ai suoi studi, non rinuncia al divertimento spensierato, agli spettacoli del tempo, ha profonde amicizie, conosce l’amore intenso e intraprende una brillante carriera di maestro di retorica che lo porta fino alla corte imperiale di Milano.
Agostino è un uomo “arrivato”, ha tutto, ma nel suo cuore rimane l’inquietudine della ricerca del senso profondo della vita; il suo cuore non è addormentato, non si chiude in se stesso, non si adagia, continua a cercare la verità, il senso della vita, continua a cercare il volto di Dio.
Commette errori, prende anche vie sbagliate, pecca, ma non perde l’inquietudine della ricerca.
E in questo modo scopre che Dio lo aspettava, anzi, che non aveva mai smesso di cercarlo per primo.
Ma anche nella scoperta e nell’incontro con Dio, Agostino non si ferma, non si adagia, non si chiude in se stesso come chi è già arrivato, ma continua il cammino.
L’inquietudine della ricerca della verità, della ricerca di Dio, diventa l’inquietudine di conoscerlo sempre di più e di uscire da se stesso per farlo conoscere agli altri.
Non “privatizza” l’amore, è un uomo in tensione perchè esce verso Dio ed esce verso gli altri.
E’ uomo inquieto perchè ricerca costantemente il bene dell’altro, così come la sua mamma, santa Monica, ha ricercato il bene del figlio pregando e piangendo per la sua conversione.
Quali riflessioni può suscitare, oggi, nella nostra vita la memoria d questo santo?
Abbiamo un cuore che desidera qualcosa di grande o siamo “addormentati” dalle cose che abbiamo?
Siamo “inquieti” nel credere che Dio ci attende veramente o pensiamo, in fondo, che queste sono solo parole?
Che S. Agostino ci aiuti e ci spinga a crescere sempre più in profondità per vivere in pienezza la nostra vita.