Dio della fragilità!

“Non voglio un Dio che si erge nella giustizia assoluta,

nella potenza illimitata, nella perfetta intelligenza.

Sarebbe un Dio che non prova il bisogno di chinarsi in una carezza

quando si produce un lamento di dolore.

Invece il mio Dio è Gesù: che conosce

la pressione della paura, il dolore del rifiuto,

la passione dell’abbraccio, il brivido per la carezza dei

capelli intrisi di nardo della donna peccatrice e amante.

Un Dio che mi concede il diritto di essere debole,

canna incrinata, fragile come un uomo e non duro come un eroe.

E non mi condanna se sono un lucignolo fumigante,

ma prende questo mio filo, presagio di fuoco possibile,

e lo lavora, lo protegge, fino a farne sgorgare di nuovo la fiamma.

Non finisce di rompere la canna incrinata che io sono,

ma la fascia come fosse un cuore ferito.

Dio della fragilità.”

E. Ronchi “Tu sei bellezza”