E’ bello che tu ci sia!

A Natale celebriamo che l’uomo è fatto per nascere, ci scambiamo i regali per rinnovare le relazioni e ribadire reciprocamente:
è bello che tu sia nato.
Ci scambiamo i regali per ringraziare il nostro e altrui «venire alla luce» al fine di amare ed essere amati per come siamo.
Possiamo celebrare il Natale, solo se è Natale per noi: chi è felice e grato di essere nato, può essere felice e grato della nascita degli altri.
Lo scambio dei doni è così il modo tutto umano per rendere visibile, in tutta la sua verità, lo stato delle nostre relazioni: stiamo veramente rinnovando i nostri affetti più cari e affermando la bellezza della nascita nostra e altrui?
Le relazioni richiedono tempo, di qualità, certo, ma anche di quantità, amare è dare e impegnare il proprio tempo.
Il Natale rende possibile proprio questo, la festa è in fondo uno «spreco» di tempo, che dà il senso di gratuità di cui hanno bisogno le persone per sentirsi amate, perché amare è proprio donare il proprio tempo a qualcuno, senza rivolerlo poi indietro.
«Fare un presente» diventa quindi regalare una presenza nuova, il dono è una presenza che ribadisce: «è bello che tu ci sia, comunque sia andata, eccomi qui a dirtelo».
(A. D’Avenia, tratto da “Letti da rifare, 12.12.2018″)