La nostra Gi.Fra a Lourdes

La scorsa settimana i nostri ragazzi della Gioventù Francescana, insieme a fra Manuel, hanno vissuto un’intensa esperienza di pellegrinaggio a Lourdes.
Ecco alcune delle loro testimonianze.

“Lourdes, inevitabilmente, lascia il segno.
La pandemia ci ha costretti a rinunciare allo scopo principale per cui avevamo scelto proprio questa meta: il servizio ai tanti malati che ogni anno si affidano a questa realtà, servizio che in tali condizioni ovviamente non abbiamo potuto fare, ma il Signore ha comunque operato, in modo sicuramente diverso da come si pensava mesi fa quando ci fu proposto questo pellegrinaggio, ma in modo altrettanto sorprendente. Questo è l’insegnamento più grande che mi porto dopo questa settimana: lasciar fare a Dio, non siamo noi a doverci sforzare per incontrarlo, ma è Lui che si fa incontrare, basta solo un cuore pronto ad accoglierlo, è Lui che conduce la storia.
Così dopo essere partiti con tante paure e incertezze e avendo dovuto cancellare molti programmi della settimana, torniamo a casa con la consapevolezza che, come ci ha detto Maria questi giorni nel Magnificat, “grandi cose ha fatto in noi l’Onnipotente.” (Irene)

“A dirla tutta non avevo messo bene a fuoco il valore di questo pellegrinaggio ma quando mi sono ritrovata a passare le giornate tra una messa e un rosario, tutto quanto svolto in fraternità, mi sono dovuta ricredere. Durante questi 7 giorni abbiamo vissuto una quantità enorme di esperienze e di testimonianze; quello che credo mi porterò sempre nel cuore saranno gli incontri con Palmino e Lucia e Maurizio e Paola e le loro grandi famiglie, in cui il Signore è il collante del loro amore reciproco e del servizio verso i poveri e verso Marie Caroline. Alla fine di questa esperienza posso dire con certezza che durante tutta la settimana gli unici che ho sempre avuto al mio fianco, anche attraverso i fratelli, sono stati il Signore, Santa Bernadette e Maria, perché proprio grazie a loro ho riscoperto la gioia di vivere la preghiera e soprattutto, prima di chiedere, ringraziare per tutti i doni che TU Signore mi hai dato.” (Alessandra)

“Non tutte le prove vengono superate e forse alcune hanno effetto solo in questo caso.
I 7 giorni trascorsi a Lourdes hanno composto per me, giorno dopo giorno, un lungo tergiversare.
Alcune testimonianze e la stessa storia di Bernadette hanno remato totalmente nella direzione opposta a quella della mia impostazione di fedele. Ho esitato sicuramente nel luogo e, forse, nei momenti sbagliati.
Ovviamente posso dire questo solo a distanze di neanche una settimana dal rientro, in seguito ad una camminata introspettiva sui passi di alcuni giorni fa. Al momento rifletto forzatamente su una parola della prima frase e cerco di rispecchiarmi in una sfumatura di alcune parole prese dalla Lettera di Giacomo, che mi sono ritrovato sotto le mani proprio durante la permanenza a Lourdes: “Fratelli miei, considerate una grande gioia quando venite a trovarmi in prove svariate, sapendo che la prova della vostra fede produce costanza.”(Francesco)

Il pellegrinaggio a Lourdes per me è stato travolgente, dalle piccole cose come il Rosario con il Flambeaux che pregavamo la sera dopo cena, alle grandi testimonianze di fede che abbiamo ascoltato e al servizio prestato. Sicuramente quest’esperienza ha impresso in me un segno tanto grande; la potenza dell’amore di due sposi unificati dall’amore per Cristo e grazie alla forza di questo amore arrivare alla mèta per cui si cammina tutta la vita. Poi ho avuto conferma ulteriore che sia la vocazione matrimoniale sia quella religiosa come quella di Santa Bernadette che aveva impresso nel suo cuore il sorriso della Vergine, sono mosse da un amore che “è paziente, è benevolo, non si vanta, non si gonfia, non cerca il proprio interesse” (1Cor 13, 4-5)
(Noemi)

“Lourdes è il santuario dalla spiritualità dei piedi per terra” così don Nicola ci ha presentato Lourdes. Questo è il desiderio che mi porto a casa, imparare passo dopo passo a cercare l’incontro nella mia vita quotidiana, nella concretezza senza fuggire ma semplicemente restando.”
(Beatrice)

Durante questi sette giorni a Lourdes tra le varie testimonianze e catechesi mi sono risuonate spesso queste parole: gratitudine, affidarsi e accogliere.

Questi termini li ho potuti toccare concretamente con mano soprattutto negli incontri con la famiglia di Palmino e Lucia e nei racconti di Paola e Maurizio, i quali con i loro sguardi pieni emanavano una luce la quale non poteva non provenire dall’amore di Dio. Le loro testimonianze di vita sono state per me all’inizio motivo di sgomento e incredulità, che però si sono trasformate alla fine del pellegrinaggio in bellezza e speranza. Tosti e forti sono stati i momenti di preghiera e di adorazione, in particolare il rosario che abbiamo recitato davanti alla statua di Maria nella grotta la notte prima che tornassimo a Terni. Quest’ultimo ha coronato tutto il bene che abbiamo ricevuto durante la settimana. Grazie a Fra Manuel e al resto della Gi.Fra!”
(Maria Chiara)

Lourdes è stato un tempo prezioso che mi è stato concesso per approfondire la relazione con Dio, per confermare alcuni aspetti del mio cammino, per riscoprire la forza della preghiera e della figura materna di Maria. Le due testimonianze sono state tra le cose per me più toccanti… è bello vedere come il Signore opera con estrema fantasia nella storia di tutti coloro che lo lasciano entrare!” (Chiara)

Lourdes è stato un viaggio incredibile. Una riscoperta di se stessi, della propria persona e della propria fede. Un pellegrinaggio che ci ha fatto mettere in gioco sotto ogni punto di vista. Abbiamo affrontato giornate di silenzio dove ognuno si metteva a nudo, dove si aveva l’occasione di riflettere, testimonianze e giornate di servizio. E ovviamente non potevano mancare le bellissime ma faticose escursioni per i Pirenei! Un’esperienza bella ed intensa.” (Giorgia)

“Dio misura sull’essere e non sul fare”: queste sono le parole che mi hanno reso il cuore leggero e che Santa Bernadetta, Maria e la donna di cananea in questi giorni mi hanno rilevato con fede concreta e autentica. La buona notizia che mi ha risuonato forte è che nulla ci viene richiesto dal Signore se non quello di riconoscerci suoi figli amati e di stare in relazione con Lui.” (Valentina)