Ricordati che Dio viene, oggi!

Tutti noi portiamo scolpite nella nostra anima alcune parole che, nelle prossime settimane, riempiranno tutta la nostra esistenza:
vieni, Signore, non tardare“.
Siamo invitati a porre lo sguardo in Cristo, ricordando la sua nascita terrena a Betlemme, mentre attendiamo – con gioia e pace – la sua gloriosa venuta alla fine dei tempi.
Se mancasse questo impegno, le occupazioni quotidiane, il monotono ripetersi di giornate quasi sempre uguali, rischierebbero di convertire il nostro vivere giornaliero in un’esistenza grigia, senza rilievo, sminuendo l’attesa dell’incontro con il Salvatore.
Proprio da qui nasce lo splendido grido della Chiesa: vieni, Signore Gesù!
Come spiegava san Bernardo, tra il primo e l’ultimo Avvento troviamo un adventus medius, una venuta intermedia di Cristo, che occupa tutto l’arco della nostra esistenza.
«Questa venuta intermedia è una via che unisce la prima all’ultima: nella prima Cristo fu nostra redenzione, nell’ultima si manifesterà
come nostra vita, in questa è nostro riposo e nostra consolazione». (SAN BERNARDO, Discorso V sull’avvento, 1)
Preparandoci all’imminente commemorazione della nascita di Gesù a Betlemme, queste settimane ci spingono a percepire come in ogni istante Dio si avvicini a noi, come ci attenda nei sacramenti – specialmente nella Penitenza e nell’Eucaristia –, e così anche nella preghiera e nelle opere di misericordia.
«Svegliati! Ricordati che Dio viene! Non ieri, non domani, ma oggi, adesso!
L’unico vero Dio, non è un Dio che se ne sta in cielo, disinteressato a noi e alla nostra storia, ma è il Dio-che viene» (BENEDETTO XVI, Omelia, 2-XII-2006).
Buona attesa a tutti voi!