Te, Deum, laudamus!

31 dicembre!
Anche in questo anno tutto particolare ci troviamo a “tirare le somme“, a guardarci indietro per fare un “bilancio” dei mesi trascorsi.
Forse, proprio alla fine di questo anno particolare possiamo accorgerci o ri-accorgerci che non siamo noi il salvatore di noi stessi, che non ci salviamo da soli.
E alla fine di questo anno possiamo raccogliere «come in una cesta, i giorni, le settimane, i mesi che abbiamo vissuto, per offrire tutto al Signore.
E domandiamoci coraggiosamente: come abbiamo vissuto il tempo che Lui ci ha donato?“» (papa Francesco)
Possiamo riconoscere che Dio, nascendo e facendosi uomo non è diventato una “ciliegina sulla torta”, ma è proprio la torta!
E’ Lui che vuole renderci felici!
Ricordarci che nostro padre è Dio, è Lui è il Re dei re.
E vuole farci come lui.
Noi, dunque, siamo principi, e da principi possiamo attraversare le cose della vita, sapendo che tutto è nostro, perché chi lo ha creato è uno di famiglia!
Dio ha chiamato proprio noi, fatti così come siamo, ci ha immaginati, sognati e amati dal grembo della nostra mamma.
Quando pensiamo a questo, che il mondo è nostro, che noi siamo redenti, siamo figli del re, ma soprattutto che siamo amati infinitamente, come non gioire, come non esultare, come non ringraziare dalla mattina alla sera?
Ma questa è una cosa che ci viene così naturale?
Quante volte ci è capitato di ringraziarlo durante questo anno?
Forse abbiamo “selezionato” le cose: per questo ti ringrazio, per quest’altro no, oppure semplicemente ci siamo scordati.
Abbiamo ancora la possibilità di farlo, non solo per le cose, i fatti e gli eventi vissuti, ma anche per come siamo noi e,
forse, questa è tra le cose più difficili,
perchè ci vediamo incoerenti, incapaci, deboli e non ci accettiamo,
ma siamo amati da Lui!
Siamo nati e non moriremo mai più” (Chiara Corbello Petrillo).
E allora ogni nostro giorno può essere un canto di ringraziamento,
un Te Deum laudamus!